A disposizione per i figli dal 1° gennaio 2021: questo è il
piano del Governo, al lavoro col Parlamento, per la riforma
degli aiuti alle famiglie. Tante le novità ma anche i nodi da
sciogliere
Famiglia, assegno unico: i nodi da sciogliere
Assegno unico, le risorse a disposizione
Assegno unico, i requisiti
Famiglia, assegno unico: i nodi da
sciogliere
Sarebbe in dirittura d’arrivo a gennaio l’assegno unico (o
universale) per le famiglie con figli a carico, ma ancora
sono molte le incertezze sull’importo. A luglio è arrivato
l’ok della Camera, adesso il provvedimento è al Senato
per l’esame in commissione Lavoro. Essendo un disegno
di legge delega, serviranno i decreti attuativi (dai ministri
per la Famiglia, del Lavoro e dell’Economia), per un iter
strettamente legato a quello della legge di Bilancio 2021.
Il punto è che si dovrebbero riordinare tutti i bonus
riguardanti la famiglia, per farli convergere in un unico
assegno. L’assegno spetterebbe a tutte le famiglie con
figli di massimo 21 anni a carico, già dal settimo mese di
gravidanza. Per realizzare tutto questo quindi servono i
fondi.
Assegno unico, le risorse a
disposizione
L’eliminazione delle figure di bonus esistenti dovrebbe, in
parte, finanziare l’assegno universale. Inglobando assegni
per il nucleo familiare, detrazioni per figli a carico, bonus
bebé e premio alla nascita si potrebbe arrivare a 15
miliardi. All’appello mancherebbero ulteriori 10 miliardi
che andrebbero a finanziare risorse aggiuntive a chi già
oggi ha prestazioni a sostegno della famiglia e per
ampliare la platea dei beneficiari. A questo si
sommerebbe la riduzione del cuneo fiscale alle imprese.
Assegno unico, i requisiti
A stabilire i requisiti per poter maturare l’assegno unico ci
ha pensato il cosiddetto Family Act approvato in Consiglio
dei Ministri l’11 giugno 2020. In primis, il sostegno
universale di importo progressivo va calcolato sulla base
del modello ISEE. In particolare, dovrà trattarsi di: un
assegno universale di importo minimo, riconosciuto a
tutte le famiglie con figli fino a 18 anni (elevabile fino a 21
anni); una maggiorazione variabile determinata per
scaglioni dell’indicatore della situazione economica
equivalente (ISEE); per il figlio successivo al secondo,
l’importo dell’assegno universale è maggiorato del venti
per cento; è riconosciuto dal settimo mese di gravidanza;
l’importo dell’assegno tiene conto dell’età dei figli a
carico; l’assegno universale è incrementato per ciascun
figlia o figlio con disabilità, ai sensi dell’articolo 3 della
legge 5 febbraio 1992, n. 104; viene riconosciuta una
integrazione compensativa dell’importo dell’assegno
diretta ad assicurare che lo stesso non risulti in ogni caso
inferiore al trattamento complessivo di quello in
godimento al nucleo familiare.
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