Il bonus bebè è un assegno mensile della durata di un
anno, destinato alle famiglie che accolgano un figlio. Nel
2020 ha cambiato i suoi connotati
L’assegno di natalità (c.d. bonus bebè) è una misura a
sostegno della famiglia istituita dalla legge di stabilità
2015 per un periodo di tre anni a favore dei nati o dei
minori adottati nel triennio 2015-2017; successivamente,
grazie alla L. n. 205/2017, il bonus bebè è stato
riconosciuto, soltanto per la durata di un anno, anche per
i nati o adottati nel 2018.
Successivamente, la legge n. 119/2018 ha sancito
l’ulteriore estensione del bonus anche ai nati o adottati
dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019, fino al
compimento del primo anno di età o di ingresso nel
nucleo familiare.
Infine, la legge di bilancio 2020 lo ha riconfermato anche
per quest’anno, modificandone tuttavia in maniera
notevole i presupposti applicativi e gli importi.
Per approfondimenti: Il bonus bebè
Bonus bebè 2020, quando richiederlo
Il bonus bebè 2020 può essere richiesto da tutti i cittadini
italiani o stranieri residenti in Italia (sia comunitari che
extracomunitari) purché titolari di un idoneo titolo di
soggiorno.
A chi spetta
Tale prestazione spetta per le nascite, le adozioni e gli
affidamenti preadottivi verificatisi dal 1° gennaio 2020 al
31 dicembre 2020. Al richiedente è richiesta la
convivenza con il figlio.
La domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita o
dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato.
L’ISEE
La principale novità del bonus bebè 2020 è rappresentata
dal fatto che esso è divenuto ad accesso universale e
spetta, quindi, a tutte le famiglie, a prescindere dal
reddito.
L’importo della prestazione, tuttavia, è modulato a
seconda delle fasce di reddito di riferimento e, in
particolare, è articolato su tre fasce ISEE.
Nel dettaglio, l’assegno è pari a:
1.920 euro (160 euro al mese), o 2.304 euro (192
euro al mese) in caso di figlio successivo al primo,
per le famiglie con ISEE non superiore a 7.000 euro
annui;
1.440 euro (120 euro al mese), o 1.728 euro (144
euro al mese) in caso di figlio successivo al primo,
per le famiglie con ISEE superiore alla soglia di 7.000
euro e non superiore a 40.000 euro;
960 euro (80 euro al mese), o 1.152 euro (96 euro al
mese) in caso di figlio successivo al primo, per le
famiglie con un ISEE superiore a 40.000 euro.
A differenza di quanto accadeva gli scorsi anni, peraltro, il
bonus bebè è corrisposto anche in assenza di ISEE in
corso di validità (ad esempio perché è scaduto o perché
non è stata presentata la DSU o è stata presentata senza
il bambino per il quale è richiesto l’assegno). In tale
ipotesi, tuttavia, non essendo possibile effettuare i
controlli, l’assegno spetterà nella misura minima (di 80 o
96 euro al mese).
Domanda bonus bebè anche senza Isee: gli
ulteriori chiarimenti dell’Inps
Con il messaggio n. 3104 dell’11 agosto 2020, l’Inps ha
chiarito che la sospensione dei termini dal 23 febbraio al
1° giugno 2020 prevista dal decreto Cura Italia per far
fronte all’emergenza coronavirus si applica anche al
bonus bebè senza Isee, previsto per il 2020.
L’assegno di natalità 2020, quindi, per gli eventi avvenuti
nel periodo di sospensione ha potuto essere chiesto fino
al 30 agosto 2020. L’Inps ha anche previsto una sanatoria
per le domande relative ad eventi verificatisi a decorrere
dal 25 novembre 2019: anche in questo sono state
accettate le domande presentate fino al 30 agosto.
Bonus bebè 2020, come richiederlo
La richiesta di bonus bebè va fatta presentando domanda
all’Inps, con una delle seguenti modalità:
accedendo al servizio “Assegno di natalità – Bonus
Bebè (Cittadino)” dell’area “Tutti i servizi” del sito
istituzionale,
chiamando il Contact center al numero 803 164 da
rete fissa o 06 164 164 da rete mobile,
rivolgendosi a un patronato o a un altro intermediario
dell’Inps.
Con le stesse modalità, possono essere comunicate le
eventuali variazioni rilevanti ai fini dell’erogazione
dell’assegno, come ad esempio la modifica dell’IBAN.
Una volta terminata l’istruttoria, l’Inps ne dà avviso al
richiedente tramite sms.
Quanto dura l’assegno di natalità
L’assegno di natalità, come accennato, dura un anno e,
quindi, è corrisposto per il primo anno di vita del bambino
o per il primo anno dal suo ingresso in famiglia in caso di
adozione o affidamento.
In alcuni casi, tuttavia, la durata del bonus bebè 2020 è
ridotta.
Decadenza dal bonus
Infatti, i genitori decadono dal bonus se si verifica una
delle seguenti circostanze:
perdita dei requisiti previsti dalla legge per
usufruirne,
decesso del figlio,
revoca dell’adozione,
affidamento esclusivo del figlio al genitore che non
ha richiesto il bonus,
affidamento del figlio a persona diversa da quella
che ha presentato la domanda,
decadenza dall’esercizio della responsabilità
genitoriale,
cessazione dell’affidamento preadottivo per
provvedimento negativo del giudice.
Cessazione dell’erogazione del bonus
Il bonus, poi, non è più erogato se si verifica una delle
seguenti circostanze:
conclusione dell’affidamento temporaneo,
compimento dei 18 anni del figlio.
Pagamenti
Il bonus bebè è pagato mensilmente dall’Inps
direttamente al richiedente.
Il pagamento può avvenire con una delle seguenti
modalità:
bonifico domiciliato,
accredito su conto corrente bancario o postale,
accredito su libretto postale,
accredito su carta prepagata.
L’IBAN deve essere comunque intestato al richiedente.
Premio alla nascita – bonus mamma
domani
Il bonus bebè non va confuso con il premio alla nascita
(bonus mamma domani).
Questo, infatti, è una prestazione ulteriore (e cumulabile
con il bonus bebè), rappresentata dal riconoscimento una
tantum dell’importo di 800 euro per tutte le nascite e le
adozioni di minore che hanno avuto luogo dal 1° gennaio
2017, che non concorre a formare reddito.
La domanda può essere fatta dalle mamme all’Inps a
partire dal compimento del settimo mese di gravidanza.
Bonus bebè e coronavirus
Il bonus bebè, oltre che al premio alla nascita, nel 2020 si
è sommato anche ai molteplici interventi a sostegno della
genitorialità previsti per dare supporto alle famiglie
durante l’emergenza causata dal Covid-19.
Ci si riferisce, in particolare, al congedo parentale
straordinario di 15 giorni aggiuntivi al 50% della
retribuzione, per figli di età non superiore a 12 anni o
disabili, o senza retribuzione, per i figli di età compresa
tra i 12 e i 16 anni, (leggi: Congedo parentale
straordinario) e ai voucher baby sitter 2020 (leggi:
Coronavirus: bonus baby sitter al via).