Secondo la Cassazione, il conducente è responsabile
esclusivo dei danni riportati alla vettura a causa di una
buca nel manto stradale se non adotta le cautele attese e
prevedibili
Risarcimento danni derivanti da sinistro causato da
buca stradale
L’ente proprietario che vuole transigere ammette la
sua responsabilità
Conducente responsabile esclusivo se non adotta le
cautele attese
Risarcimento danni derivanti da
sinistro causato da buca stradale
La Cassazione nell’ordinanza n. 25460/2020 (sotto
allegata) chiarisce che se la situazione di danno derivante
dalla presenza di una buca nel manto stradale di
proprietà dell’ente obbligato alla sua custodia ai sensi
dell’art. 2051 c.c. è prevedibile e superabile da parte
del danneggiato, se costui adotta le cautele attese e
prevedibili in relazione alle circostanze. In caso contrario,
la responsabilità del sinistro può essere addebitata
interamente allo stesso.
Principio che gli Ermellini riaffermano a chiusura di una
vicenda processuale che ha inizio quando un
automobilista conviene davanti al Giudice di Pace un ente
comunale, chiedendone la condanna al risarcimento dei
danni patiti in conseguenza di un sinistro causato da un
buca presente sul manto stradale. Il Comune si costituisce
in giudizio e il Giudice di Pace rigetta la domanda
avanzata dal conducente perché non è riuscito a
dimostrare in giudizio la proprietà e il conseguente
obbligo di custodia del tratto di strada in cui era presente
la buca. Il conducente appella la sentenza, ma anche il
Tribunale la rigetta.
L’ente proprietario che vuole
transigere ammette la sua
responsabilità
A questo punto parte soccombente ricorre in Cassazione
sollevando due motivi.
Con il primo fa presente che nel giudizio di primo
grado il Comune ha manifestato la volontà di
transigere la causa, offrendogli 1500 euro. Condotta
che appare in evidente contrasto con l’affermazione
da parte dell’Ente di non essere titolare del tratto di
strada teatro del sinistro.
Con il secondo motivo invece rileva l’omesso esame
di un fatto decisivo, la violazione dell’obbligo di
custodia da parte del Comune e la mancata
considerazione della piena efficacia probatoria del
verbale redatto dalla Polizia Municipale in occasione
dell’evento.
Conducente responsabile esclusivo se
non adotta le cautele attese
La Corte di Cassazione decide il ricorso con l’ordinanza n.
25460/2020, rigettandolo.
In relazione al primo motivo gli Ermellini precisano che la
volontà di transigere manifestata dal Comune non
significa obbligatoriamente che lo stesso abbia
riconosciuto la propria responsabilità nella causazione del
sinistro.
Per quanto riguarda invece il secondo motivo la Corte
precisa che la lamentata omissione relativamente
all’obbligo di custodia di cui all’art. 2051 c.c. non è
decisiva in ragione di quanto rilevato con il primo motivo,
oltre ad essere infondata. Non è rilevabile inoltre alcuna
violazione dell’art. 2700 c.c. per quanto riguarda
l’efficacia del verbale perché non sono stati contestati né i
fatti né i danni riportati.
La Cassazione ricorda poi che, in riferimento all’obbligo di
custodia di cui all’art. 2051 c.c., la stessa ha stabilito in
quattro ordinanze del 2018 che “in tema di responsabilità
civile per danni da cose in custodia, la condotta del
danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si
atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza
causale sull’evento dannoso, in applicazione, anche
ufficiosa, dell’art. 1227 c.c., primo comma, cod, civ.,
richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere
generale di ragionevole cautela, riconducibile al
principio di solidarietà espresso dall’art. 2 della
Costituzione. Ne consegue che, quanto più la situazione
di possibile danno è suscettibile di essere prevista e
superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato
delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto
alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi
l’efficienza causale del comportamento imprudente del
medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a
rendere possibile che detto comportamento interrompa il
nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia
da escludere che lo stesso comportamento costituisca
un’evenienza ragionevole o accettabile secondo un
criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi,
invece, per l’esclusiva efficienza causale nella
produzione del sinistro.”
Per la Cassazione l’applicazione di detti principi valgono
anche nel caso di specie in quanto la sentenza ha
affermato che per le dimensioni della buca e le
condizioni dei visibilità dovute all’ora diurna del
sinistro, il conducente non poteva non vedere l’insidia
stradale. La sentenza ha inoltre ritenuto che la velocità
con cui marciava l’autovettura non fosse adeguata per
quel tratto di strada. Per le suddette ragioni infatti il
tribunale ha ritenuto che la responsabilità esclusiva del
sinistro era da attribuirsi al conducente, il quale, in ogni
caso, non ha neppure assolto all’onere probatorio di
dimostrare la pericolosità della buca stradale.
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danno
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