Decreto infrastrutture: tutte le novità

Decreto infrastrutture: tutte le novità

In vigore dal 10 novembre la legge di conversione del
decreto infrastrutture che contiene anche importanti
novità su parcheggi, ricorsi al prefetto e monopattini ma
anche “contributi” per patenti e auto eco
Decreto infrastrutture, legge in vigore
Trasporto pubblico e contributi acquisto auto eco
Tutte le modifiche al Codice della Strada
Decreto infrastrutture, legge in vigore
Il decreto infrastrutture n. 121/2021 convertito nella legge
n. 156/2021 (sotto allegata) è approdato nella Gu n. 264
del 9/11/2021 per entrare in vigore il 10 novembre.
Ricordiamo che su proposta del Presidente del Consiglio
dei Ministri, del Ministro delle infrastrutture e della mobilità
sostenibili, della giustizia, del lavoro e delle politiche
sociali e dell’economia e delle finanze il decreto
infrastrutture era stato approvato in prima battuta nella
giornata di giovedì 2 settembre dal CdM, pubblicato in
Gazzetta il 10 settembre ed entrato in vigore in giorno
seguente.
Il decreto era stato poi presentato alla Camera dei
Deputati e il 25 ottobre le Commissioni permanenti VIII
(Ambiente, territorio e lavori pubblici) e IX (Trasporti,
poste e telecomunicazioni), avevano deliberato
favorevolmente sul testo, modificato rispetto alla sua
versione originaria.
Il provvedimento era stato poi approvato dalla Camera dei
deputati il 29 ottobre, nel testo proposto dalle
commissioni, dopo il rinnovo della fiducia al Governo (con
371 voti a favore) e ha quindi ricevuto l’ok definitivo del
Senato il 4 novembre 2021 (con 190 sì, 34 no e nessun
astenuto all’ennesima fiducia chiesta dall’esecutivo).
Il provvedimento, convertito in legge, dunque, è una sorta
di “omnibus” che adotta disposizioni che perseguono
anche il fine di favorire gli investimenti per migliorare la
mobilità, aumentare la sicurezza della circolazione
ferroviaria e di quella su strade e autostrade, compresa
quella del trasporto pubblico, incentivare l’acquisto di
veicoli meno inquinanti e l’innovazione tecnologica.
Le novità però, che sono destinate a incidere
maggiormente nella vita quotidiana dei cittadini, sono
quelle che vanno a modificare il Codice della Strada.
Trasporto pubblico e contributi
acquisto auto eco
Per assicurare il rispetto del sistema di distribuzione del
traffico aereo sul sistema aeroportuale milanese e
consentire una transizione ordinata nel settore del
trasporto aereo, anche in considerazione degli effetti
dell’emergenza epidemiologica, dei disservizi per il
traffico di passeggeri e merci da e verso gli aeroporti del
Regno Unito, le disposizioni di cui all’art.17-quater del dl n.
22/2019 convertito con modificazioni dalla legge n.
41/2019, si applicano fino al 30 ottobre 2022.
Per quanto riguarda il trasporto marittimo si interviene per
aumentare la capacità di accosto dei traghetti nello
Stretto di Messina.
Si velocizza poi l’attuazione del Piano nazionale
d’implementazione del sistema europeo di gestione per
rinnovare, rafforzare e digitalizzare il trasporto ferroviario
e renderlo più sicuro, migliorando mezzi e strutture
esistenti. Un ruolo centrale lo avrà l’Agenzia nazionale
per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture
stradali e autostradali (Ansfisa), che verrà rafforzata
grazie all’ingresso di nuovo personale, stimato al
momento in 100 unità.
Contributi acquisto auto eco per ISEE sotto i
30.000
Per il 2021 previsto un contributo alternativo e non
cumulabile con altri contributi statali, nella misura del 40%
delle spese sostenute e carico del compratore, per
l’acquisto in Italia, entro il 31 dicembre 2021, di un veicolo
solo elettrico, di potenza inferiore o uguale a 150 kW , di
categoria M1, con un prezzo inferiore a euro 30.000 al
netto Iva. Contributo riconosciuto a chi ha un Isee non
superiore a 30.000 e nei limiti delle risorse di 20 milioni
per il 2021.
Tutte le modifiche al Codice della
Strada
Il Codice della Strada subisce importanti modifiche. La
prima interviene proprio sul comma 1 dell’art. 1 che
cambia tenore sottolineando che le finalità primarie
perseguite dallo Stato nell’ambito della circolazione
stradale sono quelle di tutelare gli utenti vulnerabili della
strada e l’ambiente. Cambia anche la terminologia, d’ora
in poi gli utenti “deboli” saranno “vulnerabili” e i “disabili in
carrozzella” saranno “persone con disabilità.”
Le novità più importanti, che interesseranno
maggiormente gli utenti della strada, riguardano senza
dubbio la sosta dei veicoli. Previste importanti modifiche
al Codice della Strada al fine di “riservare limitati spazi alla
sosta, a carattere permanente o temporaneo, ovvero
anche solo per determinati periodi, giorni e orari” per i
veicoli:
degli organi di polizia stradale, dei vigili del fuoco e
dei servizi di soccorso;
adibiti al servizio di persone con disabilità, munite di
contrassegno;
al servizio delle donne in stato di gravidanza o di
genitori con un bambino di età non superiore a due
anni, dotati del “permesso rosa”;
elettrici;
per il carico e lo scarico delle merci nelle ore stabilite;
che effettuano i servizi di linea per lo stazionamento
ai capilinea;
adibiti al trasporto scolastico nelle ore stabilite;
eccezionali di una cosa indivisibile (esempio blocchi
di pietra naturale).
Estensione del divieto di sosta e sanzioni
Il divieto di sosta sancito dall’art. 158 comma 2 del
Codice della Strada inoltre viene esteso:
agli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata
dei veicoli adibiti al trasporto scolastico;
agli spazi riservati alla sosta dei veicoli a servizio
delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un
bambino di età non superiore a due anni muniti di
permesso rosa.
Chi violerà queste disposizioni sarà assoggettato alla
sanzione amministrativa minima di euro 80 fino a un
massimo di euro 328 (se si tratta di ciclomotori o
motoveicoli a due ruote) e di euro 165 ad euro 660 se la
violazione viene commessa con i restanti veicoli.
Le sanzioni previste dal comma 5 dell’art. 158 CdS (da 41
a 168 euro per motocicli e veicoli a due ruote e da 87 a
344 euro per gli altri veicoli) sono applicate quando:
il divieto di sosta non viene rispettato nelle fermate
degli autobus, dei filobus o dei mezzi che circolano
su rotaie, e negli spazi destinati ai veicoli in servizio di
piazza;
nelle corsie e nelle carreggiate riservate ai mezzi
pubblici;
nelle aree pedonali urbane.
Sanzioni più elevate per chi occupa le aree
invalidi
Vengono inasprite le sanzioni contemplate dall’art. 188 del
CdS nei confronti di chi usufruisce delle strutture
destinate agli invalidi senza la necessaria autorizzazione
del Comune di residenza. Salgono infatti da un minino di
168 a un massimo di 672 contro gli attuali 87 e 344.
Aumentano anche quelle previste per coloro che, anche
se muniti dell’autorizzazione al parcheggio, non rispettano
le condizioni e i limiti indicati dalla stessa. In questo caso
la sanzione minima da 42 sale a 87 e la massima da 173 a
344 euro.
Una novità rispetto al testo iniziale del decreto è quella
che prevede la possibilità, per i veicoli al servizio di
persone con disabilità, titolari del contrassegno speciale,
di sostare gratuitamente nelle aree di sosta o parcheggio
a pagamento, se gli stalli a loro riservati non sono
disponibili o sono già occupati.
Prevista anche la semplificazione delle procedure previste
per la erogazione delle agevolazioni per l’acquisito di
veicoli per persone con disabilità.
Nuovi spazi per la sosta delle mamme in
gravidanza
Prevista in materia di sosta una norma tutta nuova
dedicata alle donne in gravidanza e ai genitori di
bambini che non hanno ancora compiuto i due anni di
età, che conferisce agli enti proprietari della strada la
possibilità di allestire spazi dedicati a queste due
categorie di utenti per agevolarne la mobilità.
Spazi di cui i soggetti destinatari potranno usufruire
purché in possesso del permesso rosa, le cui modalità di
erogazione e condizioni dovranno essere definite con un
regolamento comunale.
Come per i soggetti invalidi anche in questo caso saranno
sanzionati tutti coloro che usufruiranno di questi spazi
senza la predetta autorizzazione (da 87 a 344 euro) e chi
non rispetterà limiti e condizioni del permesso rosa (da 42
a 173 euro).
Vietate su strada le pubblicità offensive e
discriminatorie
Una delle novità più importanti introdotte nel testo in sede
di conversione riguarda il divieto su strada e sui veicoli di
qualsiasi forma di pubblicità “il cui contenuto proponga
messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere
offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà
individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o
dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con
riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere
o alle abilità fisiche e psichiche.”
Aumentano i veicoli con caratteristiche
atipiche e di interesse storico
Faranno parte della categoria dei veicoli con
caratteristiche atipiche i motoveicoli, i ciclomotori, gli
autoveicoli e le macchine agricole d’epoca, i motoveicoli,
gli autoveicoli e le macchine agricole di interesse storico e
collezionistico. I veicoli d’epoca invece comprenderanno i
motoveicoli, ciclomotori, gli autoveicoli e le macchine
agricole.
Vietato usare lo smartphone mentre si guida
E’ vietato al conducente fareuso durante la marcia di
smartphone, computer portatili, notebook, tablet e
dispositivi analoghi che comportino anche solo
temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante.
Ricorso al Prefetto anche via pec
Possibile fare ricorso al Prefetto ai sensi dell’art 196 CdS
anche per via telematica, a mezzo di pec o altro servizio
elettronico di recapito certificato qualificato nel rispetto di
quanto sancito dal Codice dell’Amministrazione digitale.
Rimborso per chi prende la patente e prende
il RdC
Riconosciuto, nei limiti delle risorse disponibile, il rimborso
fino a 1000 euro e comunque non superiore al 50% delle
spese documentate sostenute fino al 30 giugno 2022 ai
giovani di età non superiore ai 35 anni che percepiscono il
reddito di cittadinanza o ammortizzatori sociali e che
conseguono l’abilitazione professionale per la guida di
veicoli destinati all’attività di autotrasporto di merci per
conto di terzi.
Circolazione monopattini a propulsione
prevalentemente elettrica
Per rendere più sicura la circolazione dei monopattini l’art.
1 ter, che rappresenta una della tante novità rispetto al
decreto iniziale, prevede tra le altre cose l’obbligo del
requisito a partire dal 1 luglio 2022 degli indicatori
luminosi di svolta e di freno su entrambe le ruote. Quelli
già in circolazione devono adeguarsi entro e non oltre il 1
gennaio 2024.
Altra norma di sicurezza riguarda l’obbligo per il
conducente di indossare mezzora dopo il tramonto e
durante tutto il periodo di oscurità il giubbotto o le bretelle
retroriflettenti ad alta visibilità.

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