Legge quadro sulla disabilità: ok definitivo

Legge quadro sulla disabilità: ok definitivo

Sì definitivo del Senato all’unanimità al ddl che delega il
Governo a riformare completamente sulla base di nuovi
criteri la normativa in materia di disabilità Arriva il 20 dicembre 2021 il sì definitivo del Senato
all’unanimità al disegno di legge delega che attribuisce al
Governo il compito di predisporre una legge quadro sulla
disabilità, che è anche uno degli obiettivi del PNRR. Gli obiettivi del PNRR infatti sono 8 e tra questi c’è quello
sulla inclusione e coesione che si riferisce alla disabilità,
finalizzato alla realizzazione di un progetto individuale di
vita del disabile per renderlo un adulto libero,
indipendente e non istituzionalizzato. Vediamo più nel dettaglio cosa prevede il testo della legge
quadro sulla disabilità, come si presenta attualmente,
dopo le modifiche apportate in sede parlamentare. Con la delega al Governo in materia di disabilità si vuole
procedere alla revisione e al riordino dell’intera normativa
nel rispetto delle indicazioni della Convenzione Onu e
della risoluzione del Parlamento europeo del 7 ottobre 2021 sulla protezione delle persone
con disabilità e in attuazione dei principi sanciti dagli
articoli 2, 3, 31 e 38 della Costituzione. La delega si pone lo scopo di proteggere le persone con
disabilità anche attraverso una valutazione trasparente e
agevole della loro condizione, di consentire loro il pieno
esercizio dei diritti politici e sociali e di condurre una vita
indipendente e inclusiva sia a livello sociale che lavorativo.
Al disabile deve essere garantito il diritto di accedere a
tutti i servizi, al pari di tutti gli altri cittadini, di avere le
stesse opportunità, di non essere discriminato e di potersi
autodeterminare. Il punto da cui partire è la fase di accertamento della
disabilità, così come l’adozione di una nozione di disabilità, che deve essere “coerente con l’articolo 1,
secondo paragrafo della Convenzione delle Nazioni Unite
sui diritti delle persone con disabilità, anche integrando la
legge 5 febbraio 1992, n. 104.” Occorre poi introdurre disposizioni che prevedano una
valutazione della disabilità di base a cui ne segue una
multidimensionale eventuale al fine di pensare e attuare
un progetto personalizzato attivabile direttamente dal
disabile o da una persona che lo rappresenti. Per la
realizzazione di questo progetto si rende necessario
procedere alla collaborazione e al coordinamento di
diversi soggetti che si occupano della programmazione di
tipo sociale, assistenziale e sanitaria a vari livelli, con il
coinvolgimento degli enti del Terzo settore. Progetto individuale che non può prescindere da risorse
umane, professionali, tecnologiche, strumentali ed
economiche, sia pubbliche che private, attivabili anche
all’interno della comunità territoriale per attuare il
progetto, stabilendo ipotesi in cui lo stesso, in tutto o in
parte, possa essere autogestito. Figure professionali che
avranno un ruolo chiave perché a loro spetterà collaborare
e monitorare l’attuazione concreta del progetto da parte
del disabile e che devono rappresentare un punto di
riferimento anche per i familiari di quest’ultimo, ferma
restando la facoltà del disabile di autogestire il proprio
progetto. Tutto questo sarà possibile grazie anche all’introduzione di processi di valutazione e di archiviazione dei dati
interamente informatizzati. Per la realizzazione dell’inclusione e dell’accessibilità del
disabile a una vita che nel quotidiano lo renda parte
integrante della società si vuole procedere a una
riqualificazione dei servizi pubblici in materia d’inclusione
e accessibilità. A tal fine si rende necessario, tra l’altro,
individuare presso ciascuna PA una figura dirigenziale a
cui spetta la programmazione strategica della piena
accessibilità, sia fisica che digitale da parte delle persone
con disabilità, nominare un responsabile del processo
d’inserimento delle persone con disabilità nell’ambiente di
lavoro. Di disabili sarà necessario inoltre tenere in materia
di Carte dei Servizi e di ricorsi per l’efficienza della PA. Prevista poi l’istituzione della figura del Garante nazionale
delle disabilità, un organo indipendente e collegiale, che
sarà una figura di riferimento per i disabili, i quali
potranno segnalare e denunciare le violazione dei loro
diritti. Compito del Garante comunque sarà anche quello
di formulare raccomandazioni e pareri alle PA segnalate
nello specifico dal disabile e promuovere campagne di
sensibilizzazione e di comunicazione per creare una
cultura del rispetto dei diritti dei soggetti colpiti da
disabilità. Costui dovrà inoltre: vigilare sul rispetto dei diritti e sulla conformità alle
norme e ai principi stabiliti dalla Convenzione delle
Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità,
dalla Costituzione, dalle leggi dello Stato e dai
regolamenti;
verificare e accertare la presenza di fenomeni
discriminatori, con la facoltà di chiedere alle PA i
documenti necessari allo svolgimento delle funzioni
di sua competenza;
inviare con cadenza annuale una relazione sul lavoro
svolto alle Camere, al Presidente del Consiglio dei
ministri e all’Autorità politica delegata in materia di
disabilità.

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