Lavoro, neo papà a casa per dieci giorni

Lavoro, neo papà a casa per dieci giorni

Si tratta di una misura introdotta dalla Manovra: i congedi obbligatori per i padri si stabilizzano e l’astensione obbligatoria diviene a regime 

Congedi padri lavoratori dipendenti, misura  permanente 

Dieci giorni a casa retribuiti per i neo papà 

Congedi padri lavoratori dipendenti, chi può beneficiarne 

Come presentare la domanda 

Congedi padri lavoratori dipendenti, misura permanente 

Buone notizie per chi da poco è diventato papà. Dieci giorni a casa, a regime, per i lavoratori dipendenti che avranno un figlio o lo adotteranno dal 2022. Il congedo sarà retribuito al 100 per cento. Il congedo dovrà essere fruito nei primi 5 mesi di vita del figlio, o entro cinque mesi dall’ingresso in famiglia del bambino adottato. Dal 2022 la misura in scadenza a fine anno viene resa permanente. La misura non si applica ai padri lavoratori autonomi né per i dipendenti pubblici mancando per questi ultimi il relativo provvedimento attuativo previsto dall’art. 1, c. 8, della L. 92/2012 che ne subordina l’operatività all’approvazione del Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione. 

Dieci giorni a casa retribuiti per i neo papà 

Come chiarisce l’Inps, già per l’anno solare 2021, l’articolo 1, comma 363, lettera a), della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) aveva aumentato a dieci il numero dei giorni di congedo obbligatorio ed ha ampliato la tutela del congedo stesso prevedendone la fruizione anche nel caso di morte perinatale del figlio. Con l’attuale Manovra: i congedi obbligatori per i padri si stabilizzano e l’astensione obbligatoria al lavoro diviene a regime. L’obiettivo del provvedimento è la maggiore condivisione tra genitori nella cura dei figli. Come sottolineato anche nel Family act, il disegno di legge delega per il sostegno e la valorizzazione della famiglia, approvato dalla Camera il 18 novembre scorso e adesso all’esame del Senato . In particolare, l’articolo 3 contiene una delega al Governo per estendere e riordinare i congedi parentali, di paternità e di maternità e, tra i criteri, c’è quello di «prevedere un periodo di congedo obbligatorio per il padre lavoratore nei primi mesi dalla nascita del figlio, di durata significativamente superiore rispetto a quella prevista a legislazione vigente». 

Congedi padri lavoratori dipendenti, chi può beneficiarne 

Possono attualmente fruire dei congedi i padri lavoratori dipendenti, anche adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese dalla nascita o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione nazionale o internazionale, oppure dall’affidamento, avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2021 (che sarà estesa). 

Il congedo obbligatorio è fruibile dal padre entro il quinto mese di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia/Italia in caso di adozioni nazionali/internazionali oppure dall’affidamento) e quindi durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente purché entro il limite temporale sopra richiamato. Il congedo è un diritto autonomo e pertanto è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al proprio congedo di maternità. Il congedo obbligatorio è riconosciuto anche al padre che fruisce del congedo di paternità ai sensi dell’articolo 28, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. 

Come presentare la domanda Nei casi di pagamento a conguaglio (articolo 3, decreto ministeriale del 22 dicembre 2012), per poter usufruire dei giorni di congedo il padre lavoratore dipendente deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di fruizione. Nei casi di pagamento diretto da parte di Inps, la domanda si presenta online all’Ente attraverso il servizio dedicato. Il menu interno al servizio si articola nelle seguenti voci: 

– Informazioni, pagina che descrive le prestazioni previste per le differenti categorie di lavoratori; 

– Manuali, pagina dalla quale è possibile consultare e scaricare i manuali d’uso della funzionalità di “acquisizione domanda” disponibili per ogni categoria di lavoratore; 

– Acquisizione domanda, funzionalità che consente la compilazione e l’invio della domanda per le diverse categorie di lavoratori; 

– Annullamento domande, funzionalità che permette di annullare la domanda inserita; 

– Consultazione domande, funzionalità che consente di verificare le domande inserite e inviate all’Inps. 

In alternativa, si può fare la domanda tramite: Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile; enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

• Foto: 123rf.com 

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