Fascicolo sanitario elettronico: come funziona

Fascicolo sanitario elettronico: come funziona

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) rappresenta uno strumento a disposizione del cittadino che consente di tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente. 

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La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 4 agosto 2017 ha messo fine alla fase di sperimentazione condotta in alcune regioni italiane, sancendo la definitiva e generalizzata operatività del FSE. 

Con il DPCM n. 179 del il 15 settembre 2015 è stato pubblicato il Regolamento definitivo in materia di Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), definito come “l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito”. 

Il decreto rilancio n. 34/2020 è poi intervenuto nuovamente sulla disciplina dle fascicolo sanitario elettronico apportandovi rilevanti novità. 

In conclusione si può affermare che nel FSE è racchiusa la “storia clinica” di ogni paziente, completa e sempre aggiornata, consultabile telematicamente in qualsiasi istante e da qualsiasi luogo, da chi è autorizzato (medici e operatori socio-sanitari). 

Obiettivi e finalità del FSE 

L’obiettivo principale del FSE è quello di fornire una base informativa in grado di agevolare l’assistenza del paziente, facilitare l’integrazione delle diverse competenze professionali, e migliorare per questa via le attività assistenziali e di cura, fornendo una base informativa consistente. 

Trattandosi di uno strumento unico di aggregazione e condivisione delle informazioni, volto alla migliore interazione tra pazienti e professionisti della salute, il Fascicolo punta al complessivo efficientamento della qualità dei servizi sanitari a 360° gradi, tra i quali: prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico; programmazione sanitaria, verifica delle qualità della cure e valutazione dell’assistenza sanitaria. 

Oltre a rappresentare un essenziale punto d’approdo della cultura e-Health in Italia, la realizzazione e la diffusione del FSE a livello nazionale, ha consentito anche un notevole risparmio legato alla dematerializzazione del cartaceo e ha permesso di rivisitare completamente i processi clinici e amministrativi, nonché l’intera organizzazione della sanità pubblica. 

I vantaggi del FSE 

Grazie al FSE l’assistito può avere la propria storia clinica disponibile in formato digitale in ogni momento e in qualunque luogo, senza portare con sé tutta la documentazione cartacea e scongiurando i rischi legati alla perdita dei documenti. 

Si evitano così prestazioni sanitarie superflue, si offre un supporto concreto nei casi di emergenza fornendo ai medici di pronto soccorso tutte le informazioni necessarie per un corretto intervento. 

Il personale medico, a cui è consentito consultare la documentazione in formato digitale, ha la possibilità non solo di migliorare il servizio di assistenza socio sanitaria al cittadino, ma anche di intervenire in tempi più brevi, con conseguente diminuzione dei tempi di attesa per le prestazioni. 

Esso inoltre permette al paziente di avere uno spettro più ampio di scelta per quanto riguarda le cure, perchè i dati in esso contenuti sono interoperabili e consultabili dagli addetti su tutto il territorio nazionale e non limitatamernte alla regione in cui risiede l’assistito.

Fascicolo sanitario elettronico: cosa contiene? 

Ai sensi del d.P.R. 178/2015, recante il Regolamento in materia di fascicolo sanitario elettronico, il FSE, come accennato, contiene la storia clinica del paziente rappresentata da un insieme di dati e documenti. Alcuni di questi rappresentano il c.d. “nucleo minimo” comune a tutte le Regioni, ovvero una serie di informazioni obbligatorie. 

Altri, invece, sono dati aggiuntivi e “integrativi” (ad esempio prenotazioni, cartelle cliniche, erogazione farmaci, vaccinazioni, ecc.) che, pur potendo arricchire notevolmente il FSE, rimangono facoltativi e rimessi alla discrezionalità delle singole istituzioni regionali, in particolare correlati alle scelte in materia di politica sanitaria. 

Nel fascicolo, dunque, possono potenzialmente confluire tutte le informazioni sanitarie che descrivono lo stato di salute dell’assistito e che vengono via via rilevate dal suo Medico di famiglia e dai vari specialisti che egli consulta. 

FSE: il nucleo minimo 

Il nucleo minimo del Fascicolo Sanitario Elettronico è rappresentato da:

– dati identificativi e amministrativi dell’assistito; – referti; 

– verbali pronto soccorso; 

– lettere di dimissione; 

– profilo sanitario sintetico; 

– dossier farmaceutico; 

– consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti. FSE: i dati e documenti integrativi 

Tra i dati e documenti facoltativi, di tipo integrativo e non obbligatori, invece, rientrano tutti una serie di altri documenti, ovvero: 

– prescrizioni (specialistiche, farmaceutiche, ecc.); – prenotazioni (specialistiche, di ricovero, ecc.); – cartelle cliniche; 

– bilanci di salute; 

– assistenza domiciliare: scheda, programma e cartella clinico-assistenziale; 

– piani diagnostico-terapeutici;

– assistenza residenziale e semiresidenziale: scheda multidimensionale di valutazione; 

– erogazione farmaci; 

– vaccinazioni; 

– prestazioni di assistenza specialistica; 

– prestazioni di emergenza urgenza (118 e pronto soccorso); 

– prestazioni di assistenza ospedaliera in regime di ricovero; 

– certificati medici; 

– relazioni relative alle prestazioni erogate dal servizio di continuità assistenziale; 

– autocertificazioni; 

– partecipazione a sperimentazioni cliniche; – esenzioni; 

– prestazioni di assistenza protesica; 

– dati a supporto delle attività di telemonitoraggio; 

– dati a supporto delle attività di gestione integrata dei percorsi diagnostico-terapeutici;

– altri documenti rilevanti per i percorsi di cura dell’assistito; 

Vi rientra anche il c.d. taccuino personale dell’assistito ovvero un’area del FSE che consente all’assistito, autonomamente, di inserire tutti i dati e i documenti che ritiene più opportuni, riguardanti il proprio percorso di cura anche fuori del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tali informazioni restano distinte dalle altre poiché non certificate dagli operatori del SSN. 

Il decreto rilancio n. 34/2020 (convertito con modifiche dalla legge n. 77/20209) ha esteso ulteriormente le tipologie di dati sanitari e socio-sanitari che confluiscono nel FSE, come quelli che riguardano le prestazioni erogate al di fuori del Sistema sanitario nazionale. 

Il Profilo Sanitario Sintetico (PSS) 

Particolarmente importante è il c.d. Profilo Sanitario Sintetico (PSS), noto anche come “Patient Summary”, che si può considerare come la “carta d’identità sanitaria” dell’assistito. Si tratta di un documento redatto e aggiornato dal Medico di Medicina Generale (MMG) o dal Pediatra di Libera Scelta (PLS) volto a garantire una continuità assistenziale e una migliore qualità di cura soprattutto in situazioni di emergenza o in mobilità. 

Questo contiene, oltre i dati identificativi del paziente e del suo medico curante, tutte le informazioni cliniche che descrivono lo stato dell’assistito, ad esempio: la lista dei problemi rilevanti, le diagnosi, le allergie, le terapie farmacologiche per eventuali patologie croniche e tutte le indicazioni essenziali per garantire la cura del paziente. In caso di variazione del MMG/PLS che ha in cura il paziente, il nuovo medico manterrà il PSS precedentemente creato o ne redigerà uno nuovo. 

Il taccuino personale è una sezione riservata del FSE, in cui l’assistito può aggiungere in autonomia i dati e i documenti che ritiene più opportuni e relativi al suo percorso di cura, anche se esterni al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Queste informazioni sono distinte dalle altre, per questo spetta solo all’assistito la scelta di farli vedere o meno e a chi.

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