Consiglio d’Europa: green pass «discriminatorio»

Consiglio d’Europa: green pass «discriminatorio»

Dal Consiglio d’Europa arriva una sonora bocciatura al certificato verde Covid-19 che risulterebbe «Contrario alla scienza» 

UE, certificato verde sotto scacco 

Mentre in Italia ancora si discute della durata del Green pass, dall’organo dell’Unione europea arriva una chiara bocciatura per il certificato verde. Come riporta il Fatto quotidiano, sotto scacco ci sarebbe l’obbligo di vaccinazione, introdotto (formalmente o surrettiziamente) nella maggior parte dei Paesi europei. A bocciarlo, in particolare è stato il Consiglio d’Europa ossia un’organizzazione con sede a Strasburgo, distinta dall’Ue, istituita nel 1949 dalla Convenzione europea dei diritti umani con 47 Paesi firmatari, tra cui l’Italia.

Il rapporto del Consiglio d’Europa 

Alla fine del mese scorso, il Consiglio in un report ha messo all’angolo l’utilizzo delle certificazioni verdi per “punire i non vaccinati”. Da qui l’invito agli Stati ad «informare i cittadini che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole – e a – garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato». 

«Green pass contrario alla scienza» 

Dalle pagine del rapporto emerge che il green pass è «contrario alla scienza», poiché mancano dati sull’efficacia dei vaccini nel ridurre la contagiosità e sulla durata dell’immunità acquisita. Il voto, che non è vincolante, boccia quindi i decreti del governo Draghi che “discriminano” i non vaccinati con divieti volti alla prevenzione del coronavirus. Altra obiezione è quella relativa alla messa in discussione del mutuo riconoscimento tra i Paesi dell’Ue delle certificazioni vaccinali che, secondo la normativa comunitaria, è subordinato ad evidenze scientifiche sull’interruzione delle catene di trasmissione. Invece, i vaccini approvati dall’Ema si sono rivelati sì efficaci nel prevenire le forme gravi del Covid ma non impediscono la diffusione del virus. 

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