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Lo Statuto

/Lo Statuto
STATUTO ASSOCIAZIONE C.A.T.A.
(Coordinamento Autonomo Tutela Autoferrotranvieri)

Art. 1

L’Associazione C.A.T.A. Coordinamento Autonomo Tutela Autoferrotranvieri (di seguito denominata Associazione nel presente testo) costituita in Roma il 25 Maggio 2012 con sede in Via Pavia 86, èun’associazione di promozione sociale ai sensi della L.383/2000, è un centro di vita associativa, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico ed ha durata illimitata; sede legale Via Pavia 86,00161 Roma;

Art. 2

Lo scopo principale dell’Associazione è promuovere socialità e partecipazione e contribuire alla crescita culturale e civile dei propri soci, come dell’intera comunità. Sono attività prioritarie dell’Associazione:

a) la tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, la lotta al precariato, alla discriminazione e ad ogni forma di sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, la promozione del diritto al lavoro, ilsostegno e l’assistenza ai lavoratori e alle lavoratrici, in particolare ai giovani, alle donne, agli immigrati, ai precari e ai pensionati in armonia con le iniziative di accoglienza, assistenza, orientamento e sostegno già vive e operanti sul territorio e, in particolare, la tutela e la rappresentanza dei diritti dei lavoratori nell’ambito dei rapporti con le aziende di trasporto pubbliche e private e le altre del medesimo settore;

b) la promozione della cultura, delle sue forme espressive, della creatività e delle attitudini creative, degli spazi per l’espressione, la formazione, la creazione e fruizione culturale;

c) il riconoscimento dei diritti culturali, la promozione dell’accesso alla conoscenza, al sapere, all’educazione, alla cultura, all’uso delle nuove tecnologie della comunicazione, la promozione dell’inclusione digitale (e-Inclusion);

d) la promozione del volontariato inteso come partecipazione democratica alle azioni di solidarietà, di cooperazione e di cittadinanza, sia a livello locale sia internazionale;

e) la promozione di un approccio di genere nell’associazione e nella società, la piena valorizzazione delle potenzialità delle donne, delle loro esigenze e del loro ruolo come elemento fondante una società giusta e migliore per tutti, la lotta a ogni forma di discriminazione e di violenza;

f) la sensibilizzazione alla responsabilità civile ed alla cittadinanza;

g) la promozione della cittadinanza, della partecipazione, dell’inclusione e della coesione sociale, della democrazia e dei diritti a livello di Unione Europea e a livello internazionale;

h) la promozione del benessere delle persone e il riconoscimento del diritto alla felicità;

i) la promozione della cultura della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e di vita;

j) l’affermazione della cultura della legalità e la lotta alle mafie, a tutte le criminalità organizzate e agli abusi di potere, anche attraverso l’uso sociale dei beni confiscati;

k) l’impegno per un movimento di cittadinanza mondiale, la costruzione di relazioni e reti comunitarie internazionali per l’affermazione della giustizia sociale e la globalizzazione dei diritti umani, anche con progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo;

l) la comunicazione, l’informazione, l’editoria, l’emittenza radiotelevisiva, le attività radioamatoriali, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e la comunicazione telematica;

m) le attività educative e formative permanenti lungo l’arco della vita, informali, non formali, e a carattere professionale, rivolte ai volontari, agli operatori e ai dirigenti associativi, così come alle cittadine e ai cittadini, italiani e stranieri. Sono comprese in questo punto anche le attività d’informazione e aggiornamento anche professionale rivolte al mondo della scuola, ai docenti e agli studenti di ogni ordine e grado, in collaborazione con i Ministeri, le istituzioni scolastiche territoriali e le istituzioni decentrate di competenza e riferimento. Tali attività sono coerenti con il Quadro Europeo delle Qualifiche (QEQ);

n) la promozione di politiche finalizzate alla valorizzazione e messa a disposizione di luoghi e spazi che possano favorire l’autorganizzazione dei cittadini, come parte integrante del diritto di associazione;

o) la promozione del protagonismo delle nuove generazioni e dell’associazionismo giovanile;

p) la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso il pieno riconoscimento della cittadinanza delle giovani generazioni, per dare sostegno alla loro soggettività positiva, finalizzata alla realizzazione di adeguati spazi di vita e all’attivazione di efficaci strumenti di partecipazione;

q) l’attenzione verso le problematiche che riguardano gli anziani e il rapporto tra le generazioni;

r) la cultura della convivenza civile, delle pari opportunità dei diritti, delle differenze culturali,etniche, religiose, e di genere, della tutela delle diversità linguistiche nonché della libertà di orientamento sessuale e dell’antiproibizionismo;

s) lo sviluppo di forme di prevenzione e di lotta all’esclusione, al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza, al disagio, all’emarginazione, alla solitudine;

t) la promozione di una società aperta e multiculturale, dove diversità e interculturalità siano una risorsa. La promozione del protagonismo e dell’autorganizzazione dei migranti e delle minoranze;

u) il ripudio della guerra e l’impegno per l’affermazione di una cultura nonviolenta e pacifista e della ricerca della soluzione non violenta dei conflitti, l’azione politica per la riduzione delle spese militari;

v) la promozione e la pratica delle forme di servizio civile nazionale e regionale e d’impiego nei progetti all’estero previste dalla legislazione nazionale, dalle legislazioni regionali e da quella europea

w) la costruzione di pratiche di solidarietà e cooperazione tra comunità anche a livello internazionale, strettamente legate alla promozione di reti associative a livello europeo e mondiale, alla realizzazione d’iniziative e progetti di cooperazione ed educazione allo sviluppo e alla mondialità;

x) la difesa e l’innovazione dello stato sociale in una prospettiva di crescita del ruolo dell’economia sociale e dei soggetti non profit;

y) la promozione di politiche di difesa e di sostegno delle persone diversamente abili;

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